mercoledì

Qualche motivo per non avere niente da festeggiare

Scusate ma a me l'ipocrisia non piace mai. E non mi adeguo alle circostanze né ad un certo sentire che non sento.

Il primo è che non ho mai sentito in me l'orgoglio di essere italiana, il luogo di nascita è solo frutto di coincidenze e casualità, ecco perché non ho mai condiviso l'idea di paese come fosse casa mia. Il nazionalismo proprio non mi appartiene. Un paese è di tutti quelli che lo rispettano.
E parlando appunto di rispetto non credo ci sia nulla di cui andare orgogliosi se consideriamo chi sono le persone che dovrebbero rappresentare l'Italia, gente che si alza e se ne va quando sente le note dell'inno nazionale, che inneggia ad uno stato che esiste solo nel suo cervello bacato rinnegando così l'Italia tutti i giorni. Gente che ha giurato sulla Costituzione ma sputa nel piatto in cui mangia con gesti, comportamenti, parole pesantissime e si guarda bene dal rinunciare a tutti i privilegi che il ruolo politico consente di avere. Privilegi che pagano tutti: da Bolzano a Messina.
Non si puo' festeggiare un paese ridotto ai minimi termini di fronte all'opinione internazionale, senza considerare troppe cose basta guardare a come si è posta la politica dei governi di mezzo mondo dopo il disastro in Giappone e la nostra. Ovunque si pensa al bene di tutti e qui invece si continua a pensare a far fare affari ai soliti noti alla faccia della sicurezza e del futuro, nostro e dei nostri figli.
Non ci sono bottiglie da stappare in un paese dove il presidente del consiglio deve affrontare, da imputato, quattro processi in pochi mesi.
E non ci sono tavole da apparecchiare con cura nelle case di tante famiglie che hanno dovuto rinunciare anche all'indispensabile, qualcuno anche alla vita quando si è reso conto di non poter più garantire il necessario ai suoi figli.
Per tutte queste cose e per molte altre non me la sento di associarmi per dovere a chi invece pensa che abbiamo bisogno di tutte le occasioni per ritrovare la speranza. La speranza, come diceva Monicelli è "una trappola inventata dai padroni", e io vorrei ancora potermi sentire libera di pensare che non servano feste ma fatti concreti che liberino davvero l'Italia dalle sue sporcizie.
E che appunto, domani non avrò niente da festeggiare.













6 commenti:

  1. Buongiorno,mia cara.
    Ti ho gia detto che ti adoro?No?
    In tal caso:Ti Adoro.
    Adoro sopratutto il fatto che non sopporti l'ipocrisia crescente che ci soffoca,che non temi di dire,o scrivere,quello che realmente pensi.

    Ps
    L'ambasciata francese in Giappone sta organizzando (a sue spese) il rientro dei cittadini in Patria.
    Quella italiana ha invitato i compatrioti a,cito testualmente:"mettersi in sicurezza!".
    Che tradotto vuol dire :"Si salvi chi può!" e gli altri ca**i loro!

    RispondiElimina
  2. e tu? che fai di concreto per cambiare questa cosa?

    @alessandro: 2600 euro volo per l'italia. l'ambasciata non concorre alla spesa per il rientro nonostante il pericolo conclamato per la salute

    RispondiElimina
  3. E figurarsi,..però i parlamentari hanno i voli gratis...

    RispondiElimina
  4. esiste ancora il concetto: all'altro capo del mondo?
    per me no.
    non mi sento di festeggiare niente e nessuno, ma mi incazzo lo stesso vedendo che chi dovrebbe avere più senso patrio del mio, dato che sta al governo, si dissocia dal commemorare un evento che forse sarebbe stato meglio svolgere con maggiore rispetto per quanto sta accadendo (e presto ci vedrà coinvolti), ma che comunque dovrebbe accomunarci invece di dividerci.

    RispondiElimina
  5. e tu che ne sai che faccio io?

    RispondiElimina